Sciopero nazionale del personale sanitario: stop di 24 ore contro la manovra 2025

Sciopero nazionale del personale sanitario il 20 novembre: adesione fino all'85%, sospese oltre un milione di prestazioni. Le ragioni della protesta e le richieste dei sindacati.

Manifestazioni in tutta Italia, garantiti solo i servizi d’urgenza

Lo sciopero nazionale di medici, infermieri e personale sanitario sta paralizzando la sanità italiana in data 20 novembre, con un’adesione che ha raggiunto punte dell’85%. La protesta, indetta da Anaao-Assomed, Cimo-Fesmed e Nursing Up, mira a richiamare l’attenzione sulle gravi carenze del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e contro la manovra finanziaria 2025, ritenuta insufficiente a garantire dignità e adeguati strumenti per il settore.

Adesioni e numeri dello sciopero

Secondo le stime, oltre 50mila operatori, tra medici, infermieri e professionisti sanitari, hanno partecipato all’astensione dal lavoro. Tuttavia, circa 30mila operatori, pur volendo aderire, sono stati precettati per legge al fine di garantire i servizi essenziali. Più di un milione di prestazioni sanitarie ordinarie sono state sospese, tra cui circa 15mila interventi chirurgici programmati, 100mila visite specialistiche e 50mila esami radiologici.

La manifestazione principale si è svolta a Roma, in Piazza Santi Apostoli, dove i sindacati hanno ribadito che questa protesta rappresenta un atto necessario per salvaguardare la salute pubblica.

Le ragioni della protesta

Le criticità denunciate dai sindacati riguardano un’ampia gamma di problematiche strutturali e normative:

  1. Finanziamenti insufficienti per i contratti di lavoro, specialmente nel settore privato convenzionato.
  2. Mancata defiscalizzazione di alcune indennità di specificità per medici e infermieri.
  3. Insufficienza di nuove assunzioni, aggravata dalla fuga all’estero di giovani professionisti.
  4. Carenza di sicurezza negli ospedali, con la mancata attivazione di presidi dedicati.
  5. Non riconoscimento delle professioni assistenziali tra quelle usuranti, privandole dei relativi benefici di legge.

Oltre a questi punti, i sindacati denunciano l’assenza di una visione strategica per il futuro del SSN, con una mancata riforma delle cure territoriali e ospedaliere.

Le conseguenze sul sistema sanitario

Lo sciopero ha evidenziato la criticità di un sistema già sotto pressione. Molti pazienti si sono trovati a fronteggiare cancellazioni di interventi e visite, aggravando le già lunghe liste d’attesa. I sindacati sottolineano che questa giornata di protesta non è stata una decisione presa alla leggera, ma una necessità per richiamare l’attenzione sul progressivo deterioramento delle condizioni lavorative e del servizio offerto ai cittadini.

Un appello per il futuro del SSN

I rappresentanti di Anaao-Assomed, Cimo-Fesmed e Nursing Up hanno lanciato un appello alle istituzioni: “Senza investimenti adeguati, il nostro sistema sanitario non può reggere il carico di lavoro e le sfide future”. In particolare, hanno ribadito l’urgenza di riforme che restituiscano dignità alle professioni sanitarie e garantiscano condizioni di lavoro accettabili per trattenere i giovani talenti in Italia.

L’obiettivo della mobilitazione è quello di aprire un dialogo costruttivo con il governo, per ottenere risposte concrete alle richieste avanzate, che includono l’aumento dei finanziamenti, una riforma contrattuale equa e un piano straordinario per le assunzioni.

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