Mario Draghi, consulente speciale della Commissione UE, ha evidenziato le sfide economiche e geopolitiche dell’Europa, sottolineando la necessità di una strategia comune per la difesa e la competitività. Durante l’audizione davanti alle Commissioni riunite di Camera e Senato, ha ribadito l’urgenza di riforme per garantire sicurezza, crescita economica e autonomia strategica.
Le sfide geopolitiche e la necessità di una difesa comune
Secondo Draghi, le politiche protezionistiche del principale partner commerciale dell’Europa e il cambiamento dell’approccio USA nei confronti della Russia stanno minando la sicurezza e l’economia del continente. L’Unione Europea deve rispondere a queste sfide sviluppando una difesa comune, che superi il frazionamento nazionale e punti su piattaforme militari unificate.
Attualmente, gli Stati membri acquistano il 65% dei loro sistemi di difesa dagli Stati Uniti. Draghi propone di destinare gli investimenti europei, che nel 2023 hanno raggiunto 110 miliardi di euro, a sviluppare tecnologie proprie, garantendo un ritorno industriale e una maggiore indipendenza strategica.
La trasformazione della difesa: tecnologia e cybersicurezza
La guerra in Ucraina ha evidenziato come droni, intelligenza artificiale e guerra elettronica stiano cambiando il concetto stesso di difesa. Draghi sottolinea l’importanza di una strategia unificata per il cloud, il supercalcolo e la cybersicurezza, elementi cruciali per la sicurezza europea. L’obiettivo è creare un sistema integrato che copra aria, terra, mare e spazio, riducendo la dipendenza dalle forniture estere.
Il debito comune per finanziare la sicurezza europea
Finanziare una difesa comune e una maggiore competitività richiede nuove strategie economiche. Draghi propone di superare i vincoli di bilancio attuali attraverso un debito comune europeo, anziché ricorrere a tagli alla spesa sociale o sanitaria. Questo permetterebbe di garantire gli investimenti necessari senza compromettere la solidarietà tra gli Stati membri.
Competitività e rilancio economico: energia e mercato interno
Uno dei principali ostacoli alla competitività europea è il costo dell’energia. Tra settembre 2024 e febbraio 2025, il prezzo del gas naturale è aumentato in media del 40%, con punte del 65%, mentre l’elettricità in Europa continua a costare due o tre volte più che negli Stati Uniti.
Draghi sottolinea la necessità di:
- Sfruttare il potere d’acquisto dell’UE per negoziare prezzi migliori
- Migliorare la trasparenza dei mercati energetici e prevenire speculazioni
- Accelerare lo sviluppo delle rinnovabili, semplificando le autorizzazioni per nuovi impianti
Inoltre, propone di riformare il mercato interno dei servizi, che rappresenta il 70% del PIL europeo, ma è ancora frammentato da normative nazionali diverse. Un’Europa più competitiva potrebbe ridurre la sua dipendenza da esportazioni extraeuropee, concentrandosi sulla crescita interna.
Il futuro dell’Europa: decisioni rapide e maggiore integrazione
Per Draghi, l’Europa deve superare l’unanimità nelle decisioni strategiche, specialmente in ambiti come la difesa e la politica estera. Il rischio, altrimenti, è un blocco decisionale che rallenta l’azione dell’UE nei momenti di crisi.
La soluzione potrebbe essere:
- Maggioranza qualificata per le decisioni chiave
- Cooperazioni rafforzate tra gruppi di Stati membri su obiettivi comuni
- Miglior coordinamento tra i Paesi, evitando frammentazioni che limitano la competitività
L’Europa, conclude Draghi, ha garantito per decenni pace, prosperità e sicurezza ai suoi cittadini. Oggi, per mantenere questo ruolo, deve agire rapidamente e con unità, affrontando le sfide globali con una strategia condivisa.