Tonfo su Wall Street e mercati globali sotto pressione per i dazi di Trump

Le Borse mondiali registrano pesanti perdite in seguito agli annunci sui dazi decisi dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Le fluttuazioni dei mercati finanziari e la prospettiva di una recessione globale preoccupano gli investitori.

I mercati azionari globali hanno registrato una giornata di forti cali, con Wall Street che ha aperto in forte ribasso. Il Dow Jones ha perso il 2,62%, scendendo a 41.142,50 punti, mentre il Nasdaq ha ceduto il 4,40%, raggiungendo i 16.831,59 punti. Anche lo S&P 500 ha subito una flessione del 3,4%, fermandosi a 5.486,62 punti. Il crollo è stato alimentato dalle preoccupazioni riguardo alle politiche commerciali di Trump, che hanno scatenato timori di una recessione economica globale.

A livello europeo, le borse hanno seguito un trend negativo. Milano ha chiuso con un calo del 2,8%, mentre altre piazze finanziarie come Parigi (-3%), Francoforte (-2%) e Londra (-1,43%) hanno registrato perdite significative. Anche Madrid ha subito un ribasso dell’1,23%. I settori più colpiti sono stati quelli legati al lusso e alle materie prime, come Tenaris, Saipem e Prysmian, che hanno visto le loro azioni crollare rispettivamente dell’8,22%, 6,86% e 5,08%. In particolare, il calo del prezzo del greggio (con il WTI che ha perso il 7%) ha avuto un impatto devastante su molte società legate all’energia.

Il mercato del gas naturale ha risentito anch’esso delle turbolenze, con il prezzo del gas sceso del 5,88% a 38,84 euro per MWh. Il dollaro ha perso terreno, scendendo sotto la soglia di 0,9 euro e 0,765 sterline. L’oro, seppur in rialzo, ha visto una flessione dello 0,78% a 3.071,42 dollari, mentre le aspettative di un rallentamento economico hanno spinto gli investitori a rifugiarsi in asset più sicuri.

Le difficoltà si sono estese anche al settore bancario. Le azioni di grandi istituti finanziari, come Standard Chartered (-10,41%), Hsbc (-7,46%) e Unicredit (-6%), hanno subito un notevole calo. L’influenza negativa dei dazi si è fatta sentire anche tra i colossi del lusso, con Puma e Pandora in calo rispettivamente del 12% e 11,34%, seguite da Adidas (-9,55%) e Burberry (-8,07%).

Il petrolio ha aperto in forte calo, con il WTI che ha perso oltre il 6% a 66,67 dollari al barile, mentre i contratti del Brent sono scesi del 4,1% a 71,89 dollari. Questa discesa è stata alimentata dalla crescente incertezza legata ai dazi e dalla potenziale recessione. Il calo delle quotazioni del petrolio ha avuto un effetto diretto sui titoli energetici, con Eni e Shell in forte ribasso, rispettivamente del 4,3% e 4,57%.

Il mercato valutario ha visto una continua debolezza del dollaro, con l’euro che ha guadagnato terreno, salendo a 1,1044 sul biglietto verde. Anche la sterlina e il franco svizzero hanno registrato rialzi rispetto al dollaro, rispettivamente del 1,2% e 2,1%.

Fed e Bce sotto pressione per gli effetti dei dazi
Gli economisti e gli analisti si stanno interrogando sull’impatto che le politiche di Trump potrebbero avere sulle economie globali. La Federal Reserve, infatti, sta considerando la possibilità di ridurre i tassi di interesse per contrastare gli effetti negativi dei dazi. Secondo JPMorgan, se le tariffe dovessero rimanere in vigore, il rischio di una recessione sarebbe concreto, con le stime di un aumento delle imposte che potrebbero raggiungere i 660 miliardi di dollari all’anno, provocando un effetto sull’inflazione americana.

La Banca Centrale Europea (Bce) ha espresso preoccupazione per l’impatto diretto e indiretto dei dazi sull’export europeo. Le recenti dichiarazioni della Bce evidenziano il timore di un possibile rallentamento economico, con gli analisti che scommettono su una possibile riduzione dei tassi di interesse.

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