Social e politica: i leader italiani che dominano il digitale nel 2025

La ricerca del Club dei Milionari svela l'impatto dei social network sulla politica italiana, con Giorgia Meloni in testa, ma con l'ascesa di nuovi protagonisti.

L’ultima edizione del Club dei Milionari, la ricerca curata da Arcadia, ha offerto uno spunto cruciale per analizzare l’interazione dei politici italiani con il mondo digitale. I dati raccolti nel primo semestre del 2025 confermano il dominio di Giorgia Meloni sulle principali piattaforme social, ma evidenziano anche l’emergere di nuovi attori politici capaci di sfruttare al meglio le nicchie digitali.

Giorgia Meloni continua a dominare la scena digitale

Il report mostra chiaramente come Giorgia Meloni abbia consolidato la sua leadership digitale, con un aumento esponenziale dei suoi follower. In soli sei mesi, la premier ha registrato oltre 1,29 milioni di nuovi follower sui suoi account ufficiali. La piattaforma che ha contribuito maggiormente a questa crescita è Instagram, con un incremento di 482.000 nuovi iscritti, seguita da TikTok, che ha visto crescere il suo pubblico di 400.000 unità. Anche su X (ex Twitter) e Facebook si segnala una crescita significativa, rispettivamente con 233.000 e 175.000 nuovi follower. Questi numeri pongono Meloni su un piano superiore rispetto agli altri leader politici, confermando la sua forza nel panorama social italiano.

Il fenomeno dell’engagement tra i piccoli partiti

Mentre Meloni resta la leader con il maggior numero di follower, l’analisi dell’engagement rivela dinamiche diverse. L’engagement, ovvero la capacità di generare interazioni in proporzione ai follower, vede primeggiare alcuni leader dei partiti minori. Sui social network, infatti, sono loro a raccogliere il maggior coinvolgimento.

Su TikTok, ad esempio, Angelo Bonelli è in testa con un tasso di 17%, seguito da Elly Schlein con il 15% e Nicola Fratoianni con il 13%. Anche su Instagram, la percentuale di engagement premia il leader di +Europa, Riccardo Magi (6,9%), che batte Fratoianni e Carlo Calenda. Per quanto riguarda X, Bonelli si distingue ancora con un 6,5%. Su Facebook, invece, Fratoianni e Magi sono i più coinvolgenti. Nonostante l’indiscusso predominio in termini di volumi complessivi, Meloni si mantiene sotto il 2% come tasso di engagement medio.

Le menzioni e le ricerche online: Meloni è la più citata

Un altro dato fondamentale riguarda le menzioni online, cioè il numero di citazioni sui social, blog e testate online. Meloni è al primo posto, con oltre 2,7 milioni di menzioni nel semestre, seguita da Matteo Salvini con circa 450.000 citazioni, e da Elly Schlein e Giuseppe Conte. Quest’ultimo ha visto un buon numero di citazioni, ma la segretaria del Partito Democratico lo ha sorpassato, consolidando il suo ruolo di principale figura di opposizione.

Anche nelle ricerche su Google, Meloni mantiene il primato. La keyword “Giorgia Meloni” ha raggiunto il massimo di popolarità più volte nel semestre, segnando punteggi di 100 su Google Trends, un risultato che nessun altro leader è riuscito a replicare.

Le piattaforme professionali e di messaggistica

Non solo i social network, ma anche i canali diretti di comunicazione come WhatsApp, LinkedIn e Telegram sono stati al centro dell’analisi. Meloni si conferma la regina anche su questi strumenti: 244.000 iscritti su WhatsApp, quasi 552.000 follower su LinkedIn e più di 55.000 utenti su Telegram. Giuseppe Conte e Matteo Salvini seguono a distanza, ma non riescono a replicare il modello comunicativo della premier.

I contenuti più visti e i leader più attivi

Se il numero di follower e l’engagement raccontano solo una parte della storia, i contenuti pubblicati e le visualizzazioni offrono un’altra prospettiva. Matteo Salvini ha raggiunto il record di 25 milioni di visualizzazioni su Facebook con un singolo video, mentre Meloni ha sfiorato i 20 milioni di visualizzazioni con i suoi contenuti. In termini di attività, Nicola Fratoianni si distingue come il “super postatore” con oltre 1.600 post su X. Anche Carlo Calenda e Salvini sono molto attivi, specialmente su Facebook e X.

Il futuro della politica italiana e il digitale

Un dato che emerge con chiarezza dalla ricerca è l’evoluzione della politica italiana, che nei prossimi anni vedrà il coinvolgimento di una generazione di elettori completamente digitale. Come ha osservato Domenico Giordano, nel 2027 i giovani nati dopo il 2009 saranno chiamati a votare per la prima volta. Questa generazione, cresciuta con smartphone e social network, è ormai abituata a una connessione perenne e alla comunicazione digitale. La capacità di costruire una presenza digitale forte e coerente è diventata fondamentale per i leader politici che vogliono interagire con i nuovi elettori.

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