Affitti universitari alle stelle: +150 euro al mese, Milano la più cara

Nel 2024 gli studenti italiani affrontano aumenti record negli affitti: a Trento il rincaro più forte, mentre il Governo punta a 60mila nuovi posti letto

Gli affitti per studenti nelle principali città italiane hanno subito un’impennata significativa, rendendo sempre più difficile l’accesso al diritto allo studio per migliaia di giovani. Secondo le stime più recenti, il costo medio di una stanza singola è salito da 461 a 613 euro al mese, con un incremento di 152 euro mensili, che gli studenti attribuiscono a dinamiche speculative piuttosto che a un aumento della domanda.

Le città universitarie più colpite dal caro affitti sono Milano, che tocca un nuovo record con 732 euro mensili per una stanza singola, seguita da Bologna (632 euro), Firenze (606 euro) e Roma (575 euro). A Trento si registra il rincaro più elevato in termini percentuali, con un +42,78%: qui si passa da 381 a 544 euro al mese. Anche Modena (+31,43%) e Brescia (+30,08%) registrano aumenti significativi, rispettivamente di 121 e 120 euro.

La situazione preoccupa le associazioni studentesche, in particolare l’Unione degli universitari (Udu), che da anni denuncia la mancanza di politiche abitative efficaci. Secondo Alessandro Bruscella, coordinatore nazionale dell’Udu, “studiare sta diventando un lusso”. L’associazione richiama l’attenzione sul fatto che la residenzialità pubblica resta gravemente insufficiente, con meno di 50mila posti letto disponibili a fronte di una popolazione studentesca stimata in circa 900mila unità, anche se il Ministero ridimensiona il numero alla metà.

Intanto, il Governo cerca di correre ai ripari. Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha annunciato l’obiettivo di 60mila nuovi posti letto da avviare o completare entro giugno 2026, grazie ai fondi del Pnrr. Il bando relativo ha già ricevuto 60mila candidature, molte delle quali sono in fase di approvazione o già in corso d’opera.

A queste si aggiungono le risorse della legge 338, che dal 2023 ha distribuito circa 805 milioni di euro per finanziare quasi 8.500 nuovi posti letto attraverso un cofinanziamento pubblico-privato (75% a carico del Ministero, il resto gestito da università o enti regionali).

Il problema, però, resta urgente e attuale. I dati raccolti da Udu mostrano che, negli ultimi tre anni, il costo degli affitti è aumentato del 38%, un trend che incide profondamente sul bilancio delle famiglie e sulla possibilità, per molti giovani, di proseguire gli studi lontano da casa. Di fronte a questo scenario, l’appello è chiaro: servono interventi strutturali e tempestivi, con un rafforzamento deciso dell’edilizia universitaria pubblica e una regolamentazione più stringente degli affitti privati.

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