Sigarette più care dal 2026: rincari e accise in aumento progressivo

Dalle “bionde” alle e-cig, la nuova manovra fiscale avvia una crescita graduale dei prezzi fino al 2028.

Con l’avvio del nuovo anno fiscale, l’ondata di rincari colpisce anche il tabacco, dopo gli aumenti registrati per carburanti e pedaggi. A partire da oggi entrano in vigore i primi adeguamenti sui prezzi delle sigarette, conseguenza diretta delle misure previste dall’ultima manovra economica, che introduce un incremento progressivo delle accise fino al 2028.

Le prime marche interessate

Il primo intervento riguarda i prodotti del gruppo Morris, con un aumento di 30 centesimi a pacchetto. I fumatori di marchi noti come Marlboro, Chesterfield, Merit, Diana e Muratti iniziano già a fare i conti con listini più alti: alcune confezioni potranno arrivare fino a 6,80 euro. Nei prossimi giorni l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli aggiornerà anche i prezzi delle altre marche.

L’impatto economico sui consumatori

Secondo le stime, la revisione delle accise su sigarette, sigari, sigaretti e tabacco trinciato comporterà un aggravio complessivo di 1,47 miliardi di euro per i fumatori nel periodo 2026-2028. Restano invece, almeno per ora, esclusi dal provvedimento i tabacchi riscaldati come Terea, Glo e Ploom.

Sigarette elettroniche: aumenti graduali

La manovra non risparmia nemmeno il settore delle e-cig. Assoutenti segnala che la tassazione sui liquidi da inalazione con nicotina salirà progressivamente dal 18% nel 2026 al 22% dal 2028, mentre per quelli senza nicotina l’aliquota passerà dal 13% al 17% nello stesso arco temporale.

Le voci delle associazioni

La Federazione Italiana Tabaccai ha chiarito che “i prodotti riportati nel listino, già pubblicato sul sito internet dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, subiranno una modifica tariffaria che entrerà in vigore dal 16 gennaio 2026”.
Assoutenti, dal canto suo, ricorda che la tassazione sul tabacco “porta ogni anno nelle casse dello Stato la bellezza di 15 miliardi di euro”. Il presidente Gabriele Melluso ha inoltre spiegato che “l’aumento dei prezzi al pubblico di sigarette e tabacco garantirà un maggiore gettito da 1,47 miliardi di euro nel triennio: 213 milioni di euro per l’anno 2026, 465,8 milioni per l’anno 2027 e 796,9 milioni per l’anno 2028”.

Come cambiano le accise

Nel dettaglio, l’accisa sulle sigarette passerà da 29,50 euro per 1.000 pezzi nel 2025 a 38,50 euro nel 2028. I sigaretti vedranno l’importo minimo salire fino a 51 euro al chilogrammo convenzionale, mentre il tabacco trinciato arriverà a 169,50 euro al chilogrammo entro il 2028.

Il dibattito sulla “sin tax”

Non mancano le pressioni per interventi ancora più incisivi. Parte del mondo sanitario e associativo chiede da tempo un aumento più deciso delle tasse sul fumo, sul modello della cosiddetta “sin tax”, per compensare i costi sanitari legati alle patologie da tabagismo. Un tema che resta aperto anche a livello europeo, dove si discute di una possibile direttiva per armonizzare i rincari nei Paesi membri.

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