Febbraio 2026 ha segnato un nuovo record di caldo, diventando il quinto febbraio più caldo mai registrato nella storia. Le temperature globali del mese scorso sono state 1,49°C superiori a quelle dell’era preindustriale, ovvero il periodo tra il 1850 e il 1900, prima che l’uso massivo di combustibili fossili causasse l’attuale cambiamento climatico. A confermare questa anomalia sono i dati resi noti dall’osservatorio climatico dell’Unione Europea e riportati da AFP, che indicano l’Europa occidentale come una delle aree più colpite da piogge estreme e inondazioni diffuse.
Secondo il Copernicus Climate Change Service, le temperature e le precipitazioni hanno evidenziato un ampio divario in tutta Europa. La media nelle nazioni dell’Unione Europea ha registrato una temperatura di -0,07°C, risultando tra le tre più fredde degli ultimi 14 anni. Tuttavia, l’Europa occidentale, meridionale e sudorientale ha registrato temperature superiori alla media, confermando l’influenza dei cambiamenti climatici in atto.
Seppur nel resto del continente si siano verificate condizioni più fredde, in Russia nordoccidentale, Paesi baltici e Finlandia si sono registrate temperature al di sotto della media. Anche la scandinavia ha risentito di condizioni climatiche rigide, mentre la Russia ha vissuto un evento di nevicate record a Mosca, con nevicate che non si vedevano da oltre 200 anni.
Un altro elemento preoccupante è rappresentato dalla variabilità delle precipitazioni. Come evidenziato nel rapporto, “le condizioni umide e secche in tutto il continente hanno mostrato un netto contrasto: gran parte dell’Europa occidentale e meridionale è stata più umida della media, mentre il resto del continente è stato più secco della media.” Questo contrasto mette in evidenza come i cambiamenti climatici non solo influenzano le temperature, ma alterano anche il pattern delle precipitazioni, portando a condizioni di estremi climatici.
Oltre all’Europa, anche altre aree del pianeta hanno registrato temperature più alte del normale. Gli Stati Uniti, il Canada nordorientale, il Medio Oriente, l’Asia centrale e l’Antartide orientale hanno visto incrementi termici significativi, con effetti climatici che si fanno sempre più evidenti.
Il continuo aumento delle temperature globali e la crescente intensità degli eventi climatici estremi sono un chiaro segnale delle conseguenze del riscaldamento globale. Le inondazioni, le ondate di calore e le variabili climatiche che colpiscono diverse parti del mondo sono sempre più frequenti, alimentando il dibattito sulla necessità di politiche ambientali più severe e di interventi urgenti per mitigare i danni già in corso.