La Cina ha accolto con cauta apertura l’iniziativa degli Stati Uniti di avviare un dialogo sui dazi commerciali, riconoscendo che Washington ha preso l’iniziativa per riaprire i negoziati. Tuttavia, Pechino ha precisato che qualsiasi trattativa dovrà partire dalla revoca delle misure unilaterali imposte finora da parte americana, condizione ritenuta essenziale per dimostrare reale sincerità nel dialogo.
L’annuncio del Ministero del Commercio cinese ha avuto effetti immediati sui mercati finanziari, dove si è diffuso un clima di ottimismo. Le Borse asiatiche hanno raggiunto i massimi da oltre un mese, dando il via a un’ondata positiva che ha investito anche le piazze europee.
Borse europee in crescita: Milano guida i rialzi
L’indice Ftse Mib ha aperto con un guadagno dell’1,22%, raggiungendo i 38.063 punti. A metà giornata, le principali Borse del continente hanno mantenuto il trend positivo: Francoforte sale dell’1,6%, Parigi dell’1,5% e Londra dello 0,7%. Anche i future su Wall Street si mantengono in territorio positivo, spinti dalla speranza di un allentamento delle tensioni commerciali e dalla stagione delle trimestrali, che ha visto risultati misti per colossi come Apple e Amazon.
Cresce la fiducia nonostante l’allerta S&P
A fronte del clima favorevole, S&P Global ha lanciato un avvertimento sugli effetti potenzialmente destabilizzanti dei dazi, definendoli uno “shock al sistema” in grado di ridurre la crescita globale nei prossimi tre anni. Tuttavia, gli investitori sembrano puntare sul possibile disgelo tra le due superpotenze, interpretando il dialogo come un segnale di inversione di tendenza.
Nel frattempo, gli indici PMI manifatturieri dell’eurozona mostrano segnali di ripresa ad aprile, complice anche una corsa alle scorte in Germania per anticipare potenziali barriere commerciali. Questo ha rafforzato ulteriormente il sentiment positivo sui mercati.
Inflazione stabile, rendimenti in lieve crescita
L’inflazione nell’Eurozona si è attestata al 2,2% ad aprile, in linea con il mese precedente ma superiore rispetto alle attese del consensus (2,1%). La tenuta dei prezzi ha avuto ripercussioni sui titoli obbligazionari, con i rendimenti dei Btp in leggero aumento al 3,58%. Lo spread tra Btp e Bund è sceso a 110 punti base, segnale di una fiducia generalizzata negli asset italiani.
A Piazza Affari, tra i titoli più performanti spiccano Prysmian (+4,4%), Interpump (+3,7%), Amplifon (+3,3%) e Leonardo (+3,1%).
Focus sul lavoro Usa e sulle materie prime
L’attenzione si sposta ora agli indicatori sul mercato del lavoro statunitense, attesi nel primo pomeriggio. Questi dati saranno determinanti per comprendere la solidità dell’economia americana in un contesto di incertezza internazionale.
Sul fronte energetico, il petrolio rimane debole (-0,1%) con il WTI a 59,2 dollari al barile, mentre il gas naturale sale del 2,7% a 33,03 euro/MWh. Dopo una fase di pausa, l’oro torna a salire dell’1,1%, raggiungendo i 3.259 dollari l’oncia, confermandosi bene rifugio per eccellenza in un periodo di transizione.