A partire dal 12 giugno 2025, le nuove norme per l’ubicazione e l’uso degli autovelox in Italia entreranno ufficialmente in vigore. La modifica delle regole è il frutto dell’attuazione di un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 maggio 2024. Con il decreto, il governo italiano punta a risolvere alcune problematiche legate all’utilizzo degli autovelox da parte dei comuni, accusati di impiegarli soprattutto per fare cassa, piuttosto che per motivi di sicurezza.
Le nuove regole per l’ubicazione degli autovelox
A partire dalla data di entrata in vigore delle nuove disposizioni, gli autovelox potranno essere posizionati solo su tratti di strada che rispettano precisi requisiti. Tali tratti dovranno essere individuati tramite un provvedimento ufficiale del prefetto e dovranno soddisfare almeno una delle seguenti condizioni:
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Elevata incidentalità legata alla velocità negli ultimi cinque anni.
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Difficoltà o impossibilità di procedere alla contestazione immediata della violazione.
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Passaggio di veicoli a una velocità media superiore ai limiti consentiti.
Le strade su cui potranno essere installati gli autovelox includono tutte quelle urbane con limite di velocità pari o superiore a 50 km/h, strade extraurbane principali, secondarie e locali (con limite di velocità almeno 20 km/h superiore a quello previsto dal codice della strada), nonché le autostrade.
Le distanze tra autovelox e cartelli di segnalazione
Un altro aspetto rilevante delle nuove disposizioni riguarda le distanze tra i dispositivi di rilevamento e la segnaletica che avverte gli automobilisti della loro presenza. Ecco le principali modifiche:
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Autostrade: distanza tra autovelox di 4 km, mentre i cartelli di segnalazione devono essere posti a 1 km di distanza.
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Strade extraurbane principali: distanza tra dispositivi di 3 km e tra il cartello e l’autovelox di 1 km.
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Strade urbane di scorrimento: distanza tra gli autovelox di 1 km, con il cartello di segnalazione che deve essere a 200 metri.
Le altre strade urbane e extraurbane seguiranno regole simili, con distanze specifiche per ciascuna tipologia di strada.
Autovelox non omologati e multe
Un ulteriore nodo riguarda il termine “omologato”, che si riferisce all’autovelox che deve essere approvato secondo le normative. Fino ad oggi, infatti, la parola “approvato” è stata oggetto di dibattito: se un dispositivo non è omologato, le multe contestate tramite quel dispositivo non hanno valore. La mancanza di chiarezza su questo punto sta creando confusione e disagi tra automobilisti e amministrazioni.
Per quanto riguarda le sanzioni, il nuovo codice della strada ha definito multe e penalizzazioni specifiche per le diverse fasce di superamento dei limiti di velocità:
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Fino a 10 km/h: multa da 42 a 173 euro.
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Tra 11 e 40 km/h: multa da 173 a 694 euro e decurtazione di 5 punti dalla patente se la violazione avviene in un centro abitato.
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Tra 41 e 60 km/h: multa da 543 a 2.170 euro, decurtazione di 6 punti e sospensione della patente da 1 a 3 mesi.
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Oltre 60 km/h: multa da 845 a 3.382 euro, decurtazione di 10 punti e sospensione della patente da 6 a 12 mesi.
Autovelox “fuorilegge” e l’obbligo di comunicazione dei Comuni
Una delle modifiche più rilevanti riguarda gli autovelox che non rispettano le nuove regole: questi saranno considerati fuorilegge e, di conseguenza, i Comuni dovranno spegnerli. Inoltre, il partito della Lega ha proposto un emendamento che obbliga i Comuni a comunicare formalmente ogni autovelox presente nel loro territorio. Se non dovessero ottemperare a questa disposizione, i dispositivi non potranno essere attivi.
Questa manovra è stata fortemente voluta dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, per evitare che le amministrazioni continuino a utilizzare gli autovelox come strumenti di “tassa occulta”, un tema che ha sollevato molte critiche in Italia.
Conclusioni
Con l’entrata in vigore delle nuove norme, il governo italiano intende portare maggiore trasparenza nell’uso degli autovelox e garantire che questi strumenti siano utilizzati esclusivamente per motivi di sicurezza, e non come fonti di guadagno per i Comuni. Le modifiche alle modalità di posizionamento, alle distanze tra i dispositivi e alla necessità di omologazione degli autovelox sono i passi cruciali verso una maggiore equità per gli automobilisti e una gestione più controllata delle risorse pubbliche.