La stagione influenzale del 2025 potrebbe rivelarsi una delle più aggressive degli ultimi decenni. A lanciare l’allarme è l’infettivologo Matteo Bassetti, che ha commentato i dati provenienti dall’Australia, dove l’inverno ha messo a dura prova il sistema sanitario nazionale. Le informazioni raccolte nelle ultime settimane indicano un incremento anomalo dei casi di influenza stagionale, che rischia di avere ripercussioni anche sull’emisfero nord con l’arrivo dell’autunno.
Secondo quanto riportato da ABC News, il South Australia ha registrato un record negativo: oltre 5.800 ore di servizio aggiuntivo per le ambulanze solo nel mese di luglio, un dato mai visto prima. Parallelamente, il numero settimanale di casi influenzali ha raggiunto il livello più alto dal 2019, evidenziando una crescita esponenziale dell’impatto virale. La pressione sul sistema sanitario australiano è stata tale da far temere una situazione simile anche in Europa, Italia compresa.
Come ogni anno, i dati australiani vengono osservati con attenzione, poiché l’andamento dell’influenza nell’emisfero sud anticipa spesso quanto potrebbe accadere nei mesi freddi nell’emisfero nord. In questo caso, l’allerta appare giustificata: “Si prevede nel prossimo inverno una stagione influenzale anche peggiore di quella appena trascorsa, che è stata la peggiore degli ultimi 20 anni”, ha dichiarato Bassetti.
L’infettivologo ha sottolineato come l’approccio italiano al problema resti ancora inadeguato, evidenziando un crescente scetticismo verso i vaccini. “E in Italia che si fa? Si parla male dei vaccini”, ha commentato in modo critico. In un contesto in cui la vaccinazione rappresenta uno degli strumenti fondamentali per contenere la diffusione virale e proteggere le fasce più vulnerabili, il dibattito pubblico sembra spostarsi più su temi ideologici che su dati scientifici.
Il monito è chiaro: prepararsi ora è essenziale per evitare un collasso del sistema sanitario nei mesi invernali. L’esperienza australiana evidenzia l’importanza della prevenzione, della comunicazione istituzionale e della fiducia nella scienza. Se l’Italia non affronterà con decisione il tema della copertura vaccinale, si rischia una nuova emergenza sanitaria.