Con quasi 300 miliardi di euro pianificati per il potenziamento della rete ferroviaria nazionale, l’Italia si appresta a realizzare uno dei piani infrastrutturali più ambiziosi degli ultimi decenni. Lo evidenzia un report del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti visionato da Adnkronos, che traccia una panoramica sugli interventi in corso e futuri da qui al 2033. Oltre la metà degli importi previsti dispone già di copertura finanziaria, con l’attivazione delle opere distribuita nei prossimi otto anni.
La Campania, la Calabria e il Piemonte figurano tra le regioni con i maggiori investimenti allocati, in un disegno che mira a rafforzare le direttrici principali, ma anche a colmare storici divari infrastrutturali.
Sei regioni catalizzano il 53% dei fondi
Il piano nazionale raggiunge quota 298,6 miliardi di euro, con un’allocazione geografica marcata: il 53% del totale è concentrato in sei regioni chiave. In testa la Calabria, con 34,5 miliardi, seguita dal Piemonte (29,6 miliardi), Lombardia (26,5 miliardi), Sicilia (24 miliardi), Campania (23,4 miliardi) e Lazio (22,6 miliardi).
A spiccare è il caso campano, coinvolta in due progetti strategici di Alta Velocità: la Salerno-Reggio Calabria e la Napoli-Bari. Per questi interventi risultano già stanziati 20,2 miliardi di euro, corrispondenti a circa il 90% dell’investimento complessivo.
I progetti più rilevanti: snodi AV e direttrici internazionali
Il Terzo Valico dei Giovi e il nodo di Genova rappresentano il principale investimento singolo, con un valore complessivo di 10,62 miliardi di euro, di cui quasi 10 già finanziati. Strategica anche la Galleria di Base del Brennero, dove la quota italiana comporta un impegno di 5,26 miliardi, con 3,92 miliardi già coperti da risorse disponibili.
Altro intervento di rilievo è quello relativo al nodo AV di Firenze, che riceverà 2,73 miliardi, completamente finanziati, per migliorare la gestione del traffico ferroviario nel centro Italia.
Interventi su linee regionali e commerciali
Non mancano progetti di portata regionale, come il potenziamento della linea Adriatica in Emilia-Romagna, intervento da 3,5 miliardi già coperti da fondi certi.
Il piano interviene anche su linee a forte vocazione commerciale, come la Venezia-Trieste, e su direttrici considerate cruciali per il rilancio territoriale, come la Palermo-Catania in Sicilia e la Cagliari-Oristano in Sardegna, che sarà elettrificata entro il 2027.
Un piano sotto i riflettori internazionali
Il Fondo Monetario Internazionale ha lodato l’impostazione strategica del piano ferroviario, sottolineando come gli investimenti – molti dei quali legati anche al PNRR – stiano contribuendo a valorizzare il sistema di mobilità su ferro. Un riconoscimento che dà ulteriore legittimazione a un progetto che intende trasformare radicalmente il trasporto ferroviario italiano, sia per i passeggeri sia per le merci.