L’Italia si colloca al di sotto della media europea nell’Indice di uguaglianza di genere 2024, come evidenziato dal recente rapporto dell’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (Eige). Con un punteggio complessivo di 69,2 punti, il nostro Paese registra lievi miglioramenti, ma rimane distante dalla Svezia, leader con 82 punti, e al di sotto della media UE, pari a 71 punti. La Romania chiude la classifica con soli 57,5 punti.
L’indice e i domini di analisi
L’Indice Eige valuta le disparità di genere considerando sei ambiti principali: salute, lavoro, denaro, conoscenza, uso del tempo e potere. Complessivamente, l’Unione Europea ha compiuto progressi, soprattutto nel decision making, ma il divario di genere rimane evidente, con marcate disuguaglianze in diversi Paesi dell’Est Europa, come Romania, Polonia e Ungheria.
In Italia, i miglioramenti sono stati registrati soprattutto nel dominio dell’empowerment, che ha segnato un aumento di 3,8 punti rispetto al 2023, mentre le voci “lavoro” (+0,5) e “denaro” (+0,3) mostrano progressi più contenuti. Nonostante questi risultati, il nostro Paese resta indietro nei domini della conoscenza e del tempo, con punteggi rispettivamente pari a 61 e 67,4 punti, entrambi inferiori alla media UE.
Focus sul gender pay gap e l’occupazione
Uno degli indicatori più critici per l’Italia è il gender pay gap, dove il punteggio di 80,6 lascia il nostro Paese a tre punti dalla media UE. Questo risultato è influenzato da una persistente disparità salariale e da un’occupazione femminile spesso relegata a posizioni meno remunerative.
Nel dominio della conoscenza, strettamente legato all’educazione, l’Italia si posiziona a 61 punti, lontana dai Paesi più avanzati come la Svezia. Le difficoltà nel garantire parità di accesso a percorsi formativi di qualità continuano a rappresentare un ostacolo significativo.
Le note positive: donne nei consigli di amministrazione
Un aspetto positivo per l’Italia è rappresentato dalla presenza femminile nei board delle società quotate in Borsa, dove il 43,4% delle posizioni è occupato da donne, ben oltre la media UE del 33,9%. Questo risultato è stato possibile anche grazie all’applicazione della legge Golfo-Mosca, che ha favorito la parità di genere nei consigli di amministrazione. Tuttavia, la situazione resta critica per quanto riguarda le posizioni dirigenziali esecutive, dove le donne rappresentano appena il 15,1% del totale.
Il monito dell’Eige
La direttrice dell’Eige, Carlien Scheele, sottolinea come l’uguaglianza di genere sia fondamentale per una crescita sostenibile dell’Europa. «L’indice 2024 dimostra che i progressi sono possibili, ma serve un’azione più coraggiosa e sostenuta», ha dichiarato Scheele. Per i decisori politici europei, questo rapporto rappresenta un invito a rafforzare gli sforzi per combattere le disuguaglianze strutturali ancora presenti.